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Maria non cantava e non si faceva bella

Le donne nella Grande guerra.

L’esperienza, la riflessione, la memoria

L’intervento ricostruirà in una prospettiva internazionale e in un’ottica comparativa le esperienze femminili durante la Grande guerra.

Al lavoro nelle campagne, nelle fabbriche, a domicilio e nelle retrovie e al peggioramento delle condizioni di vita sarà dedicata la prima parte. La fatica del lavoro, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, i lutti che afflissero le donne durante gli anni del conflitto spiegano la presenza femminile nelle manifestazioni di protesta contro la guerra. Esse, infatti, furono le promotrici e le protagoniste assolute di scioperi e rivolte.

La seconda parte si soffermerà sulla violenza che si abbatté sulle donne (la maggioranza della popolazione civile) nel corso delle invasioni e delle occupazioni e sull’esperienza della profuganza.

 L’intervento quindi metterà a fuoco il tema del lutto. Le perdite più dolorose per le donne furono quelle dei figli, giovani uomini uccisi al fronte, bambini stroncati dal freddo e dalla fame, in particolare negli Imperi centrali a causa del blocco navale. La documentazione psichiatrica ci rivela che furono soprattutto queste perdite, che per molte donne si andarono accumulando anno dopo anno, a condurre molte di loro in manicomio. Esse cedettero psicologicamente anche a causa della repressione sociale del lutto che impediva loro di esprimere il dolore. La propaganda, infatti, spingeva madri e vedove a provare orgoglio per il “sacrificio” dei loro uomini, a sopportarlo con “coraggio”.

Anche molte infermiere, la cui scelta era stata determinata da un sentimento di adesione alla guerra, condivisero con i soldati, la cui sofferenza era impossibile da alleviare, l’esperienza del trauma.

La parte conclusiva sarà dedicata alla questione della cittadinanza, alla diversità delle strategie per ottenere il voto: aderendo alla mobilitazione bellica e dimostrarsi cittadine obbedienti e patriottiche, o proponendo una immagine alternativa di cittadinanza femminile: attiva e propositiva, in grado di modificare le relazioni internazionali in senso pacifico. Le questioni affrontare ai Congressi internazionali delle donne per la pace (Aia 1915 e Zurigo del 1919) furono gli esempi più significativi della vitalità e della creatività del pacifismo femminile sul piano internazionale e chiuderanno l’intervento.


 

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