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Islanda, isola tra ghiaccio e fuoco

 

 Islanda, isola tra ghiaccio e fuoco

suggerimenti di lettura e altre notizie

L'Islanda è un'esperienza unica: lande infinite, spoglie, frastagliate o piatte, colorate o scurissime, ghiaccio e fuoco, colori tenui e vivaci, corsi d'acqua purissima o impressionanti cascate, geyser cristallini e fanghi bollenti, cieli bassissimi trafitti dagli arcobaleni, tramonti e albe di fuoco, vulcani maestosi immersi in mari di lava fredda.

 

Un viaggio in Islanda è diverso da tutti gli altri, perché fa ritornare l'uomo alle sue origini, quando ancora la natura era dominante, è la terra più giovane d'Europa ed ancora in fase di formazione. L'Islanda mette in rilievo l'aspetto naturalistico, ma non solo: è anche una introduzione alla vita dell'uomo in questo singolare ambiente con radici nell'antica cultura vichinga, famosa per le Saghe e tramandata da racconti popolari fino alla vita di oggi.

Questa nazione, che conta non più di 300 mila abitanti, ha più scrittori, più libri pubblicati e letti per ogni abitante rispetto a qualsiasi altro Paese nel mondo.

E’ difficile riuscire a non incontrare scrittori a Reykjavik. Girando per l’Islanda si diventa protagonisti di un "saga-tour", in cui la letteratura è ovunque: sui tovaglioli, sulle tazze da caffè. Ciascun geyser, casa o edificio che si visiti nasconde la storia di una antica eroina. In Islanda tutto parla di libri: anche le panchine sono dotate di appositi codici a barre, così che si possa ascoltare sempre una storia diversa sul proprio smartphone, stando comodamente seduti.

Un uomo senza libri è cieco”

  Proverbio islandese

Per ragazzi

Thorvaldur Thorsteinsson “Mi chiamo Blidfinn ma puoi chiamarmi Bobo” ed. Salani 2009,
trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
Un bambino capita nel mondo del piccolo Blidfinn. Ma poi sparisce. Blidfinn vince la paura e va a cercarlo. Un viaggio avventuroso e fantastico, una storia di vita, morte e amicizia. Nella grande tradizione che viene dal Nord: un libro islandese premiato e tradotto un tutto il mondo. 

Andri Snaer Magnason “Il pianeta blu” ed. Fabbri 2002
trad. di Maria Cristina Lombardi
Il pianeta blu è molto speciale: è abitato solo da bambini. Bambini piccoli e bambini grandi, bambini grassi e bambini magri, e anche il bambino che vedi nello specchio. Non ci sono adulti sul pianeta blu, quindi i bambini sono liberi di fare tutto quello che vogliono. Cioè giocare tutto il giorno, tutti i giorni. Un posto fantastico. Ma un giorno da un''astronave sbarca uno strano ometto, adulto, naturalmente...

Racconti popolari e fiabe islandesi” ed. Bompiani 2004
a cura di Gianna Chiesa Isnardi, basato sulle raccolte di Magnús Grímsson e Jón Arnason
I racconti popolari e le fiabe islandesi, raccolti nel secolo scorso da Magnús Grímsson e Jón Árnason, costituiscono un esempio straordinario di cultura popolare. In questo libro rivive agli occhi del lettore un mondo inaspettato e affascinante nel quale sono presenti elementi e motivi di diversa natura (figure mitiche, esseri sovrannaturali, magia, saggezza popolare, superstizione, tracce del passato pagano, elementi cristiani e molto altro) che si intrecciano in un quadro di sorprendente interesse e vivacità.

Einar Már Gudmundsson “Il popolo delle rocce” ed. Mondadori 2000

La lotta impari di elfi e gnomi contro quelli che vogliono ricoprire il bosco di cemento

 

Gudbergur Bergsson“Il cigno”ed. Il Saggiatore 2001,
trad. dall''islandese di Silvia Cosimini 

Allontanata dalla sua città natale sulla costa e dai suoi genitori come punizione per alcuni furtarelli, una bambina di nove anni viene "esiliata" in campagna in una sperduta fattoria. L''impatto con questo mondo è forte, ogni cosa le appare ostile e crudele, come quel cigno che, per difendere i suoi piccoli, uccide davanti ai suoi occhi un agnello.

 

Si dice che in Islanda ci sia un elfo ogni 500 abitanti, tant’è che qui fate ed elfi vivono in casette costruite apposta per loro.” 

     

Altre letture / narrativa / gialli

Einar Már Gudmundsson “Angeli dell''universo” ed. Iperborea 1997, *
trad. dall''islandese e introduzione di Fulvio Ferrari
Sogni e profezie come in un'antica saga annunciano la nascita e accompagnano la vita di Páll, che lui stesso racconta quando già si trova nell''aldilà. Rivive l''infanzia, le amicizie, gli incontri, gli amori, ma anche da quel privilegiato punto d''osservazione che gli ha dato la morte, non arriva a comprendere perché le infinite vie che ha percorso conducevano sempre all''ospedale psichiatrico. 


 Einar Már Gudmundsson “Orme nel cielo” ed. Iperborea Anno 2003,

trad. dall''islandese e postfazione di Fulvio Ferrari
L''Islanda agli inizi del XX secolo: un mondo lontano, duro, dove la sopravvivenza costa fatica e sofferenza. Un uomo di oggi risale con il ricordo alla vita e all''esperienza dei nonni, dei bisnonni. Raccoglie frammenti di memoria, testimonianze, racconti tramandati all''interno della famiglia, e ne ricava un originale e vivido romanzo corale.


Hallgrímur Helgason “101 Reykjavik” ed. Guanda 2001, *

trad. dall''islandese di Silvia Cosimini

A trent''anni suonati, Hlynur non ha ancora trovato la forza di recidere il cordone ombelicale e vive a casa della madre, Linda, divorziata. Raramente si alza prima del crepuscolo; la notte la trascorre solitamente navigando su internet o vegetando davanti alla televisione o sbronzandosi nei soliti locali notturni che si trovano nel centro di Reykjavik, codice di avviamento postale 101.


Hallgrímur Helgason “Il più grande scrittore d''Islanda” ed. Guanda 2003,
trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
Un vecchio si sveglia all''improvviso dal sonno ritrovandosi in aperta campagna, senza riuscire a  
ricordare il proprio nome né tantomeno i motivi che lo hanno portato lì. Ma a poco a poco capisce di essersi svegliato nel 1952, quasi cinquant''anni dopo la sua morte, e di essere uno scrittore. Infatti è proprio lui che crea tutto quello che lo circonda, dalle persone all''ambiente, in quell''illusione che si chiama letteratura, diventando quindi protagonista forzato di un romanzo che ha scritto lui stesso. 


Arnaldur Indridason “Sotto la città” ed. Guanda 2005, *
trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
C''è un biglietto dal significato misterioso accanto al corpo del vecchio Holberg, trovato col cranio 
sfondato nel suo appartamento di Reykjavik. Al commissario Erlendur, solitario cinquantenne divorziato, a cui vengono affidate le indagini, sembra un caso banale, ma queste conducono a un passato torbido, fatto di stupri e di perversioni.... 


Arnaldur Indridason “La signora in verde” ed. Guanda 2006, *
trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
Sulla collina di Grafarholt, alle porte di Reykjavík, viene rinvenuto un misterioso scheletro con 
una mano che spunta dal terreno in un''ultima, disperata richiesta d''aiuto. A chi appartiene quella mano? Il commissario Erlendur e colleghi, con l''aiuto di una squadra di archeologi, si mettono al lavoro per estrarre i resti. Lassù sorgeva una casa. Lassù oggi non c''è più nulla. Ma una donna continua ad aggirarsi lì attorno. È lei che bisogna cercare...


Arnaldur Indridason “Un corpo nel lago” ed. Guanda 2009, *

trad. dall''islandese di Silvia Cosimini

Uno scheletro spunta dalle acque del lago Kleifarvatn, a sud di Reykjavík, nel punto in cui il bacino si sta prosciugando per cause non chiarite e la sabbia rivela i suoi segreti. Lo scheletro è legato a uno strano apparecchio di fabbricazione sovietica, in apparenza una ricetrasmittente.  La scomparsa dell'uomo è collegata in qualche modo a una rete spionistica del Patto di Varsavia che operava ai tempi della guerra fredda, quando il territorio islandese era considerato strategico dal punto di vista militare e ospitava una grande base NATO americana. Ma lo spettro del comunismo si aggira ancora per l''Islanda?


Arnaldur Indridason “Un grande gelo” ed. Guanda 2010, *

trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
In una Reykjavík avvolta nella coltre di un inverno che sembra il più freddo di sempre, l''agente Erlendur Sveinsson affronta un caso che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi di un passato che lo tormenta da una vita. La morte di Elias, dieci anni, madre thailandese e padre islandese, trovato accoltellato in mezzo alla neve in un giardino, lo tocca nel profondo. Non è solo l''ennesimo omicidio su cui investigare, è una vicenda che alimenta in lui l''angoscia per quel fratello perso da piccolo nella brughiera nel pieno di una bufera...


Svava Jakobsdóttir “Tutto in ordine” ed. Le Lettere 1999,
trad.dall''islandese di Silvia Cosimini
Donne dal cuore in mano, madri possessive, casalinghe ossessionate dagli avanzi della colazione, vecchie vedove sepolte dalla neve, bambine divise fra ricordi di un passato doloroso e un presente difficile: sono questi i personaggi che popolano i racconti di Svava Jakobsdóttir, una delle scrittrici islandesi contemporanee più apprezzate e tradotte. Ne emerge il ritratto di un''isola dura, difficile, dove la natura non è benigna e condiziona i rapporti e gli scambi sociali: una vita da vivere costantemente, senza un motivo, alle pendici di un vulcano.


H. K. Laxness “Gente indipendente” ed. Iperborea 2004,
trad. dall''islandese e postfazione di Silvia Cosimini
Nella selvaggia Islanda a cavallo fra i secoli XIX e XX, la vita del bracciante Bjartur di Sumarhús sembra giungere a una svolta: finalmente, dopo diciotto anni passati al servizio dell''ufficiale distrettuale, è in grado di acquistare un appezzamento di terreno nella brughiera orientale e dichiararsi indipendente 


H. K. Laxness “Il concerto dei pesci” ed. Iperborea 2008, *

trad. dall''islandese e postfazione di Silvia Cosimini
I pesci possono cantare? Si può restare fedeli alle radici quando la vocazione artistica spinge a varcare i propri confini? Alle soglie del XX secolo l''Islanda si affaccia alla modernità di un mondo globalizzato:ma non nel borgo di Brekkukot, il vecchio Björn, un pescatore stagionale resiste alla logica mercantile con illuminata testardaggine.


 H. K. Laxness ”Sotto il ghiacciaio” ed. Iperborea 2011, *


 H. K. Laxness “Le opere”, UTET 1970, *


Thor Vilhjálmsson “Il muschio grigio arde” ed. Iperborea 2002, 

trad. dall''islandese di Silvia Cosimini
Il giovane magistrato Asmundur si trova a giudicare il caso controverso dell''amore incestuoso di Saemundur e della sorella Solveig Susanna che ha finito per portare a un efferato omicidio. Sulle tracce della vita dissoluta e appassionata della coppia maledetta, le sue convinzioni saranno a poco a poco sconvolte dall''inchiesta e dalle verità segrete che scopre. Fino a che punto un uomo può giudicare un altro uomo? Ha il potere di decidere della sua morte?


 Thor Vilhjálmsson “Cantilena mattutina nell''erba” ed. Iperborea 2005, *

trad. dall''islandese di Paolo Maria Turchi
Ispirato a una delle più note saghe islandesi, la Sturlunga Saga, il romanzo racconta la storia di Sturla, le sue vittorie in battaglia e nel cuore delle donne e i suoi viaggi attraverso l''Europa del Medioevo, dov''è custodita la cultura e si diffonde il rivoluzionario messaggio francescano di amore e povertà. Uomo del Nord al confronto con la cultura europea, Sturla è un eroe moderno aperto a ogni esperienza, un Ulisse cui non è concesso conquistare la sua Itaca.


 Pillole di cucina

La cucina islandese è a base di agnello e pesce. Bolliti, arrosto, affumicati, sotto sale, in salamoia od essiccati, questi ingredienti hanno costituito per secoli l’alimentazione principale della popolazione. E’ noto che la mancanza di inquinamento è uno degli aspetti del benessere sull’isola. Questo si riflette anche sulle abitudini alimentari che hanno contraddistinto questo popolo fino ai giorni nostri. Molte delle ricette tradizionali sono tuttora utilizzate. Il sanguinaccio (blodmör), la testa di pecora bollita (hangikjöt), i testicoli di montone, le uova e le guance di merluzzo sono ingredienti secolari che si trovano ancora sui banchi dei mercati cittadini. Uno dei piatti più comuni è l’agnello affumicato servito solitamente con patate caramellate e cavolo rosso. Per i palati più intraprendenti esistono anche delle specialità più complesse ed ardue come lo squalo putrefatto (hákarl) . La preparazione di questo “succulento” piatto è piuttosto lunga: la carne di squalo viene sotterrata (dai tre ai sei mesi) fino a quando non è putrefatta al punto giusto, ossia quando, gommosa e completamente marcia, “profuma” di ammoniaca. Ovviamente questo piatto è accompagnato da parecchi bicchierini di potentissima acquavite locale (brennivín) senza i quali sarebbe impossibile superare la vista, e soprattutto l’odore, di questa leccornia che… non avremo il piacere di assaggiare in quanto non viene mai servita agli ospiti stranieri.

Films

Of horses and men, di Benedikt Erlingsson, 2013

The good heart, di Dakur Kari, 2009

Heima, di Sigur Ros, 2007    

Messenger, di Baltassar Kornakur, 2006                                                   

101 Reykjavik, di Baltasar Kornakur, 2000

Angeli dell'universo, di Fior Frioriksson, 2000

  

I documenti contrassegnati dall'asterisco sono reperibili

presso le biblioteche della Rete Biblioteche Veneziane.

 

 

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