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Archivio viaggi

Archivio dei viaggi organizzati nel tempo dall'Associazione Culturale Mozaik

 

 Pasqua in Bosnia-Erzegovina è l'appuntamento tradizionale che Viaggiare i Balcani e Mozaik organizzano per unire la festa religiosa cattolica alla conoscenza di genti di altre fedi religiose in quest'area. L'itinerario è mosso da profonda curiosità culturale e umana verso una regione spesso scossa dalla Grande Storia e in cui si intrecciano complesse storie personali,  familiari e di comunità. Anche se le vicende degli ultimi cent'anni (e in particolare il conflitto armato 1992-1995) ne hanno messo a dura prova il tessuto multiculturale e multireligioso, la Bosnia-Erzegovina rimane un ambiente in cui la diversità si avverte con forza, riuscendo a trasmettere forti emozioni e a stimolare riflessioni.

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Bosnia-Erzegovina 1995-2015

NEMMENO UN GIRO DI LANCETTE

VIAGGIO DI STUDIO PROMOSSO DALLE ASSOCIAZIONI

CIZEROUNO E VIAGGIARE I BALCANI con il sostegno di MOZAIK

Sul finire del 1995, in una piccola città dell'Ohio chiamata Dayton, Alija Izetbegović, Slobodan Milošević e Franjo Tudjman firmano sotto la pressione della comunità internazionale gli Accordi che pongono fine al conflitto armato in Bosnia-Erzegovina. Dalla primavera del 1992, infatti, i tre principali gruppi nazionali - Bosgnacchi, Serbi e Croati - si combattevano reciprocamente con estrema crudezza.

Il trattato, nato per mettere uno stop allo scontro militare e separare le parti, diverrà negli anni uno strumento inadatto a stimolare il progresso politico, sociale, civile, culturale ed economico del Paese. Divisa in due entità etniche ed un distretto autonomo, la Bosnia-Erzegovina naviga tra spinte centrifughe e spinte centripete: le prime volte a dissolvere lo Stato unitario; le seconde indirizzate a raccogliere in territori etnici omogenei i gruppi presenti nel Paese. Sarajevo, Banja Luka e Mostar divengono i centri di riferimento politico di Bosgnacchi, Serbi e Croati, mentre si assiste ad una frammentazione dei poteri e degli interessi che avvantaggia élite, clan e signorie locali.

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Trieste, la scontrosa grazia (Umberto Saba)

Domenica, 3 maggio 2015 – con Leonardo Barattin, storico…il filo della Storia… "1891-1914, La grande Trieste" è una vasta esposizione che rende omaggio a quello che fu uno dei maggiori porti europei, innestato su una città brulicante di genti, lingue e religioni. Punto cruciale dell'economia e delle reti di comunicazione dell'Impero austro-ungarico, Trieste vive anni formidabili a cavallo tra Ottocento e Novecento. Pur sopravanzata da Vienna e Praga, è città di primissimo ordine sotto ogni profilo: economico, finanziario, sociale, culturale, ... La produzione intellettuale è impressionante e i nomi di James Joyce e Italo Svevo rappresentano due stelle di un firmamento amplissimo. Città del caffè e dei caffè, Trieste vede protagonisti in ogni settore Italiani, Sloveni, Greci, Serbi, Ebrei, Tedeschi, Ungheresi ... Di tutto questo rimane traccia profonda sia nel tessuto urbano odierno, sia nella mentalità dei suoi abitanti, pur segnati da un Novecento costellato di problemi e di eventi tragici. Primo tra tutti, nel 1914, lo scoppio della Grande Guerra, che scaraventerà Trieste in una condizione sconosciuta di progressivo indebolimento. Città di confine e non più nel cuore dell'Impero, Trieste conoscerà stagioni molto dure, segnate dal Fascismo, dalla Seconda Guerra Mondiale, dall'Esodo giuliano-dalmata e dal calare della Cortina di Ferro.

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          Vukovar: scorre la Storia lungo il Danubio

 

 

Dal 15 al 19 novembre 2014 / 5 giorni-4 notti / in pullman

assistenza culturale a cura di Leonardo Barattin, storico 

 

Vukovar e il Danubio: un abbraccio inseparabile tra una città prestigiosa ed il fiume d'Europa. Proprio qui nei secoli - ai limiti dell'immensa pianura pannonica - sono apparse imbarcazioni cristiane e musulmane pronte a scontrarsi, così come migliaia e migliaia di bastimenti carichi di beni che tanta fortuna e benessere hanno portato ai commerci e alla popolazione locali, in particolare Tedeschi, Magiari ed Ebrei. 

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